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I Mondiali di calcio 2010, la Champions League, l’Inter e io

Ci siamo, mancano solo 3 settimane all’inizio dei Mondiali di Calcio 2010.
I tifosi, quelli veri, in occasioni come questa sono soliti commentare “io non tifo per l’Italia, a me i mondiali non interessano! Io quest’anno tifo Argentina, tifo Spagna, tifo questo e non quello, ecc.”. E poi… tutti in prima fila a guardare le partite della Nazionale Italiana (è l’unico evento che con cadenza quadriennale mi porta a gridare “forza Italia!”).
Dopo la vittoria del 2006 – che non mi sono praticamente goduto, in quanto, certo che l’Italia non sarebbe arrivata in finale, avevo prenotato le vacanze all’estero proprio per quei giorni – questa volta non ho prenotato nulla, ho comprato un supercondizionatore per affrontare le partite più difficili e sto organizzando con gli amici ogni cosa nei minimi dettagli.
Già, peccato che questa volta gli Azzurri non combineranno un bel niente, verremo sbattuti fuori da una squadra “qualunque” e mesti ce ne torneremo in Italia con la coda tra le gambe.
Io allora rimarrò in casa, in mezzo a cumuli di avanzi di patatine e lattine mezze vuote, con i condizionatori pompati al massimo, giusto per ammortizzare, o meglio, per giustificare a me stesso l’ingente spesa affrontata, pensando all’ultima volta in cui ho festeggiato la vittoria dell’Italia ai mondiali, cioé Spagna ’82 (ma anche in questo caso ho pochi ricordi dato che avevo solo 6 anni).
Due giorni fa l’Inter ha vinto la Champions League, conquistando così la “tripleta” pronosticata da Mourinho. E tutti in piazza a festeggiare. Tranne me. Io ero ad una festa di compleanno e, devo dire, anche molto divertente.
Però non capisco come mai negli ultimi anni io non riesca ad essere presente ai festeggiamenti per le vittorie calcistiche.
Per qualche strana congiunzione astrale, io sono sempre dove la maggior parte della gente non è.
A questo punto sono portato a pensare che, se per una botta di culo di dimensioni iperstellari l’Italia vincesse i mondiali 2010, probabilmente la sera dei festeggiamenti io sarei impegnato a fare altro. Ma cosa??!!

5 Responses to “I Mondiali di calcio 2010, la Champions League, l’Inter e io”

  • Riccardo:

    è una questione di attaccamento.
    Non avrei mai corso il pericolo di essere altrove la sera della finale di Champions, come non mi strapperei i capelli se fossi in Cina il giorno della finale dei Mondiali. Ognuno è dove vuole essere (quando ha la possibilità di scegliere, ovviamente)

  • Stefano:

    il tifo è una brutta bestia…
    davanti a una finale di champions non ci sono compleanni/matrimoni/battesimi/cerimonie religiose di qualsivoglia culto che tengano
    la World Cup 2010 per l’Italia secondo me finirà nel Water Closed quindi non mi preoccuperei dove sarò la sera della finale o cosa starò facendo
    in ogni caso se ti avanzano patatine, birre, altro… in me troverai sempre un compagno anche per le partite seguenti l’eliminazione degli italici

  • admin:

    @ Riccardo: parole sante, per carità. Ma perdersi la finale del 2006 ti assicuro che non è una cosa di cui vado fiero!

    @ Stefano: sono d’accordo con te. Finirà a birra, patatine e un’amara sconfitta.

  • [...] May 2009 « I Mondiali di calcio 2010, la Champions League, l’Inter e io [...]

  • [...] non eccellenti, stanchi e più vecchi di quattro anni e, soprattutto, come potremmo vincere per due volte di fila? Però alla fine ci sta, è estate, l’estate dei mondiali, l’estate in cui almeno una [...]

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